Primi passi con il tuo drone¶
Hai appena comprato un drone e non sai da dove iniziare?
Questa guida è pensata per chi si avvicina per la prima volta al mondo dei droni e vuole capire, in modo semplice, quali verifiche fare prima di volare in Italia.
L'obiettivo non è sostituire la normativa o i documenti ufficiali, ma aiutarti a seguire un percorso logico: prima capisci che drone hai, poi verifichi gli adempimenti richiesti e infine controlli dove e come puoi volare.
Prima regola: non basta che il drone sia piccolo
Peso, marcatura di classe, caratteristiche del drone, tipo di operazione e luogo di volo possono cambiare le regole applicabili.
1. Identifica il tuo drone¶
Per prima cosa controlla sul drone, sulla confezione o nella documentazione del produttore:
- peso o MTOM;
- eventuale marcatura di classe europea: C0, C1, C2, C3 o C4;
- presenza di telecamera o altri dispositivi in grado di registrare dati personali;
- istruzioni e limitazioni indicate dal costruttore.
La marcatura di classe è importante perché aiuta a determinare in quale sottocategoria della categoria Open puoi operare e quali competenze sono richieste.
Se il drone è C0¶
Un drone con marcatura C0 ha una massa massima al decollo inferiore a 250 g ed è normalmente utilizzato in sottocategoria A1.
Se il drone non ha una marcatura C0, C1, C2...¶
Non significa automaticamente che non possa essere utilizzato.
I droni senza marcatura di classe immessi sul mercato dell'Unione europea prima del 1° gennaio 2024 possono continuare a essere utilizzati secondo le condizioni previste dalla normativa per i cosiddetti droni legacy.
Non fermarti al nome commerciale
Due versioni dello stesso modello possono avere peso, configurazione o marcatura differenti. Quando possibile, controlla sempre ciò che è effettivamente riportato sul drone e nella documentazione del produttore.
2. Devi registrarti come operatore UAS?¶
In Italia la registrazione dell'operatore UAS viene effettuata attraverso il portale d-flight.
In generale, la registrazione è richiesta per chi opera con un drone.
Per i droni di peso inferiore a 250 g esiste però un'importante eccezione: se il drone non è dotato di dispositivi per la registrazione audio o video, la registrazione dell'operatore non è obbligatoria.
Se invece il drone sotto i 250 g è dotato, ad esempio, di telecamera, la registrazione dell'operatore è normalmente richiesta.
Dopo la registrazione viene assegnato un codice identificativo europeo dell'operatore UAS, che deve essere associato ai droni con cui si opera secondo le modalità previste.
Se possiedi più droni non devi creare una nuova registrazione per ciascun drone: il codice identifica l'operatore, non il singolo aeromobile.
Droni giocattolo
Per i droni che rientrano nella definizione di giocattolo ai sensi della normativa applicabile sono previste specifiche eccezioni. Se non sei sicuro che il tuo drone sia un giocattolo, non basarti sull'aspetto o sul prezzo: verifica la documentazione del prodotto.
3. Ti serve un attestato?¶
Dipende soprattutto dal drone e dalla sottocategoria Open in cui vuoi operare.
C0 o drone sotto i 250 g¶
Per un drone C0 sotto i 250 g non è normalmente richiesto un attestato formale A1/A3.
Devi comunque:
- conoscere le regole applicabili;
- leggere le istruzioni del produttore;
- rispettare le condizioni della sottocategoria A1;
- controllare sempre la zona geografica prima del volo.
C1¶
Per operare normalmente con un drone C1 è richiesta la competenza A1/A3, ottenuta attraverso la formazione e il relativo esame teorico previsto.
C2¶
Un drone C2 può essere utilizzato in sottocategoria A2 quando il pilota possiede la competenza prevista per A2.
Può inoltre essere utilizzato in A3, rispettando le condizioni e le competenze previste per quella sottocategoria.
C3 e C4¶
I droni C3 e C4 vengono normalmente utilizzati in sottocategoria A3, rispettando le relative condizioni operative e le distanze previste.
Se non sai quale attestato ti serve
Parti sempre da tre informazioni: classe del drone, peso e tipo di operazione che vuoi svolgere.
4. L'operatore UAS deve essere assicurato¶
In Italia l'obbligo assicurativo ricade sull'operatore UAS.
Prima di effettuare operazioni con un drone, l'operatore deve aver stipulato un'adeguata copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi, conforme al tipo di operazioni svolte e ai mezzi utilizzati.
Questo significa che non è il drone, in quanto oggetto, a essere il soggetto dell'obbligo: è l'operatore che deve assicurarsi che le operazioni effettuate con i propri UAS siano correttamente coperte.
Una polizza può essere strutturata in modi differenti a seconda della compagnia e può riferirsi a uno o più mezzi: ciò che conta è che l'operatore disponga di una copertura valida e adeguata per gli UAS con cui opera.
L'obbligo non scompare semplicemente perché il volo è svolto per hobby o con un drone molto leggero. Restano ferme le specifiche eccezioni previste dalla normativa, ad esempio per i prodotti che rientrano nella definizione di giocattolo.
Responsabilità dell'operatore
Prima di volare, verifica sempre che la copertura assicurativa dell'operatore sia valida e comprenda effettivamente il tipo di operazione e il mezzo che stai per utilizzare.
5. Ora controlla dove vuoi volare¶
Essere in regola come operatore e pilota non significa poter volare ovunque.
Prima di ogni singolo volo devi verificare la compatibilità dello spazio aereo e le eventuali zone geografiche UAS presenti nell'area.
Nel punto in cui vuoi volare potresti trovare, ad esempio:
- divieti di volo;
- limiti di quota inferiori a 120 m;
- zone utilizzabili solo in determinati orari o condizioni;
- zone che richiedono un'autorizzazione o un nulla osta;
- NOTAM o attività temporanee;
- restrizioni legate ad aeroporti, eliporti, aviosuperfici o altre attività aeronautiche;
- aree soggette a vincoli ambientali o locali.
Per questo il controllo del luogo deve essere effettuato ogni volta che intendi volare, anche se hai già utilizzato il drone nella stessa zona in passato.
120 metri non significa 120 metri ovunque
Nella categoria Open il limite generale è 120 m dal punto più vicino della superficie terrestre, ma una zona geografica può imporre un limite inferiore o vietare del tutto l'operazione.
6. Ricorda le regole fondamentali della categoria Open¶
La categoria Open riguarda operazioni considerate a basso rischio, ma prevede comunque regole precise.
Tra quelle da ricordare:
- il drone deve normalmente rimanere in VLOS, cioè nel campo visivo diretto del pilota remoto;
- non è consentito volare sopra assembramenti di persone;
- devono essere rispettate le condizioni della sottocategoria A1, A2 o A3;
- devono essere rispettate le distanze dalle persone non coinvolte previste per il tipo di operazione;
- il limite generale di altezza è 120 m dal punto più vicino della superficie terrestre, salvo limiti locali inferiori o casi particolari previsti dalla normativa;
- il drone deve essere utilizzato secondo le istruzioni del produttore;
- devono essere rispettate le norme applicabili in materia di privacy e protezione dei dati.
7. Prima di decollare fai un ultimo controllo¶
Prima di ogni volo chiediti:
Il drone è pronto?¶
Controlla almeno:
- batterie;
- eliche;
- eventuali danni;
- corretta configurazione;
- sistemi di navigazione e posizionamento;
- eventuali aggiornamenti o avvisi del produttore.
Io sono in regola?¶
Verifica:
- registrazione come operatore, se richiesta;
- eventuale attestato o competenza richiesta;
- copertura assicurativa dell'operatore valida e adeguata;
- eventuali autorizzazioni o nulla osta.
Qui posso volare?¶
Controlla:
- zone geografiche;
- limiti di quota;
- NOTAM;
- eventuali restrizioni temporanee;
- presenza di aree o infrastrutture con regole specifiche.
Le condizioni sono adatte?¶
Valuta:
- vento;
- meteo;
- visibilità;
- luce disponibile;
- autonomia del drone;
- presenza di persone o ostacoli.
Solo dopo queste verifiche puoi valutare se esistono davvero le condizioni per decollare.
8. Esempio pratico: C0 sotto i 250 g con telecamera¶
Hai acquistato un piccolo drone C0 sotto i 250 g dotato di telecamera.
Per un normale utilizzo in Italia, il percorso iniziale è generalmente questo:
- controlla che il drone riporti effettivamente la marcatura C0;
- leggi le istruzioni e le limitazioni del produttore;
- registrati come operatore UAS su d-flight;
- associa al drone il codice identificativo operatore secondo le modalità previste;
- come operatore UAS, verifica di avere un'adeguata copertura assicurativa RC verso terzi per le operazioni effettuate con il drone;
- per un C0 sotto i 250 g non è normalmente richiesto l'attestato A1/A3;
- rispetta le condizioni della sottocategoria A1;
- prima di ogni volo controlla sempre la zona in cui vuoi operare.
Anche con un piccolo C0 sotto i 250 g non puoi quindi semplicemente accendere il drone e volare ovunque.
9. Come può aiutarti Drone Sky Check¶
Drone Sky Check può aiutarti nella fase di pianificazione e controllo del luogo di volo.
Puoi configurare il tuo drone nel profilo locale e utilizzare la mappa per analizzare il punto in cui vorresti operare.
Selezionando una posizione, Drone Sky Check può aiutarti a interpretare le informazioni disponibili relative alla zona, come:
- limiti di quota;
- condizioni temporali;
- NOTAM;
- eventuali autorizzazioni;
- altre condizioni che possono influire sull'operazione.
Quando disponibile, la funzione Scopri quando puoi volare può inoltre aiutarti a individuare le finestre temporali più favorevoli considerando i dati disponibili, le condizioni meteorologiche, la luce e il drone selezionato.
Drone Sky Check è uno strumento di supporto
Drone Sky Check non costituisce un'autorizzazione al volo e non sostituisce le fonti ufficiali, gli eventuali nulla osta o le autorizzazioni richieste.
10. In breve¶
Se hai appena comprato un drone, non partire chiedendoti soltanto:
Quanto in alto posso volare?
Parti invece da queste domande:
- Che drone ho?
- Qual è la sua classe e il suo peso?
- Devo registrarmi come operatore?
- Mi serve un attestato?
- Come operatore UAS, ho una copertura assicurativa adeguata?
- Dove voglio volare?
- Quali regole valgono proprio in quel punto?
Una volta risposto a queste domande, tutto il resto diventa molto più semplice.
11. Le domande che fanno tutti¶
Queste sono alcune delle domande più frequenti di chi ha appena iniziato a usare un drone.
Serve un patentino per pilotare un drone?¶
Dipende dal drone e dall'operazione che vuoi svolgere.
"Patentino" è il termine usato comunemente, ma nei documenti normativi la formulazione corretta è legata all'attestato di competenza del pilota remoto o alla competenza richiesta per la sottocategoria in cui operi.
Non tutti i droni e non tutte le operazioni richiedono lo stesso attestato. Per orientarti devi prima verificare:
- classe del drone, ad esempio C0, C1, C2, C3 o C4;
- massa o MTOM;
- sottocategoria Open prevista, ad esempio A1, A2 o A3;
- tipo di operazione che vuoi svolgere;
- eventuali limiti o condizioni della zona in cui vuoi volare.
In pratica, non conviene usare scorciatoie come "sotto 250 g non serve mai nulla". Un drone molto leggero può non richiedere un attestato formale A1/A3 in alcuni casi, ma può comunque richiedere registrazione dell'operatore, assicurazione, rispetto delle regole Open e controllo della zona geografica.
Per operazioni in A1/A3 o A2 possono essere richieste competenze diverse. Se non conosci classe, peso e scenario d'uso, la risposta corretta è: prima recupera questi dati, poi verifica quale attestato o competenza serve.
Parti dai dati del drone
Il nome commerciale da solo non basta. Due versioni dello stesso modello possono avere massa, marcatura o configurazione diverse.
Ho comprato un drone: cosa devo fare prima di volare?¶
Prima di volare, costruisci il controllo in modo ordinato. Non tutti i punti valgono sempre nello stesso modo, ma sono tutti requisiti da verificare in funzione del drone e dell'operazione.
- Identifica il modello reale: controlla il nome esatto, la versione, la documentazione del produttore e ciò che è riportato sul drone.
- Verifica massa e classe: peso, MTOM e marcatura C0, C1, C2, C3 o C4 aiutano a capire la sottocategoria e le competenze richieste.
- Controlla se devi registrarti come operatore UAS: in Italia la registrazione passa da d-flight quando è richiesta.
- Verifica se serve un attestato: la necessità dipende da drone, sottocategoria e tipo di operazione.
- Controlla l'assicurazione: l'operatore UAS deve avere una copertura adeguata per le operazioni svolte e i mezzi utilizzati, salvo eccezioni specifiche.
- Associa l'identificativo operatore al drone, quando la registrazione è richiesta.
- Scegli il punto di volo e controlla le zone geografiche UAS: essere in regola come operatore e pilota non significa poter volare ovunque.
- Verifica autorizzazioni, nulla osta e condizioni operative: alcune zone richiedono procedure, altre possono vietare il volo o imporre limiti di quota, orari o condizioni.
Se hai appena comprato un modello specifico, ad esempio un DJI Mini, il percorso resta lo stesso: prima identifica con precisione versione, massa, classe e dotazione effettiva. Drone Sky Check può aiutarti a leggere il contesto di volo e le informazioni disponibili, ma non deve inventare caratteristiche del modello se non sono presenti in una fonte verificata.
Non partire dal decollo
Prima di accendere il drone sul campo, verifica drone, operatore, pilota, assicurazione, luogo, quota, eventuali autorizzazioni e condizioni reali.
Quanto in alto posso andare con il drone?¶
In categoria Open il limite generale è 120 m dal punto più vicino della superficie terrestre.
Questo però non significa che tu possa sempre volare fino a 120 m.
Una zona geografica UAS può imporre un limite inferiore, ad esempio 60 m, 45 m, 25 m o anche 0 m. Prima di ogni volo devi quindi controllare le limitazioni valide nel punto in cui vuoi operare.
Inoltre, in presenza di terreno in pendenza, colline o montagne, i 120 m non si misurano semplicemente rispetto al punto di decollo: il riferimento è il punto più vicino della superficie terrestre, secondo le regole previste dalla normativa.
120 m è un limite massimo generale, non un'autorizzazione
Se nel punto scelto è previsto un limite inferiore, devi rispettare quello.
Quanto lontano posso andare?¶
In categoria Open non esiste una distanza orizzontale massima unica espressa in metri valida per tutti i voli.
La regola fondamentale è il VLOS (Visual Line of Sight): il pilota remoto deve mantenere il drone nel proprio campo visivo diretto e deve essere in grado di controllarne la traiettoria rispetto ad altri aeromobili, persone e ostacoli.
La distanza massima reale dipende quindi da diversi fattori, come:
- dimensioni e colore del drone;
- luce e visibilità;
- condizioni meteorologiche;
- sfondo;
- ostacoli;
- capacità del pilota di mantenere un controllo visivo effettivo.
Vedere soltanto il drone sullo schermo del radiocomando o tramite la videocamera non equivale al VLOS.
Esistono casi specifici previsti dalla normativa, come l'impiego di un osservatore UA o la modalità follow-me, ma non trasformano la categoria Open in un'autorizzazione generale al volo oltre la vista.
Posso volare di notte?¶
Sì, anche in categoria Open è possibile effettuare operazioni notturne, purché continuino a essere rispettate tutte le altre condizioni applicabili al volo.
Durante le operazioni notturne il drone deve avere una luce verde lampeggiante attiva, come previsto dalla normativa europea.
Anche di notte devi continuare a:
- mantenere il VLOS;
- rispettare zone geografiche e limiti di quota;
- rispettare le regole relative alle persone;
- essere in grado di controllare in sicurezza il drone e l'ambiente circostante.
Di notte il VLOS può diventare più difficile
Il fatto che le luci del drone siano visibili non significa automaticamente che tu riesca ancora a valutarne correttamente posizione, distanza, orientamento e traiettoria.
Posso volare in città?¶
Non esiste un divieto generale che dica semplicemente “in città non si vola”.
Dipende da:
- classe e peso del drone;
- sottocategoria Open applicabile;
- presenza di persone non coinvolte o assembramenti;
- zone geografiche UAS presenti nel punto;
- eventuali altre limitazioni locali o operative.
Ad esempio, alcune operazioni in A1 o A2 possono essere effettuate anche in ambiente urbano se sono rispettate tutte le relative condizioni.
La sottocategoria A3, invece, richiede di operare ad almeno 150 m dalle aree residenziali, commerciali, industriali o ricreative e in condizioni in cui non vengano messe in pericolo persone non coinvolte.
Quindi la domanda corretta non è soltanto:
Posso volare in città?
ma:
Con questo drone, in questa sottocategoria e proprio in questo punto della città, posso volare?
Ma se volo sulla mia proprietà, chi mi dice niente?¶
Essere proprietario del terreno non rende automaticamente libero lo spazio aereo sopra la proprietà.
Le regole UAS, le zone geografiche, i limiti di quota e le eventuali restrizioni continuano ad applicarsi anche se:
- voli nel tuo giardino;
- voli sopra un terreno di tua proprietà;
- decolli da un balcone o da un cortile privato;
- non stai svolgendo un'attività commerciale.
La proprietà del terreno può essere importante per l'accesso al luogo o per altri aspetti, ma non sostituisce le regole aeronautiche applicabili allo spazio aereo.
Devi inoltre continuare a rispettare le norme relative a persone, privacy, sicurezza e proprietà altrui.
Sono in zona rossa, ma tanto accendo il drone nel mio giardino. Posso farlo?¶
Il fatto che il punto di decollo sia nel tuo giardino non annulla una zona geografica UAS.
Nelle zone rosse istituite per motivi di safety, la quota della zona geografica inizia da 0 m e il volo in categoria Open è proibito.
Questo significa che non puoi rendere lecito il volo semplicemente perché:
- decolli da una proprietà privata;
- voli molto basso;
- rimani sopra il tuo terreno;
- pensi di non disturbare nessuno.
Esistono anche zone rosse istituite per motivi diversi dalla safety nelle quali possono essere previste condizioni differenti o la possibilità di operare previo nulla osta. Per questo non bisogna interpretare il solo colore senza leggere tipo di zona, motivo, condizioni e autorizzazioni richieste.
Una zona rossa non scompare dentro il tuo giardino
Prima di decollare devi verificare perché quella zona è rossa e quali condizioni sono applicabili. Se la categoria Open è vietata da 0 m, la proprietà privata non crea un'eccezione.
Come posso volare in una zona rossa?¶
In Drone Sky Check il colore rosso non identifica un unico tipo di zona o un'unica procedura autorizzativa.
Il rosso indica che nel punto selezionato il volo risulta bloccante, a quota massima 0 m o comunque richiede una verifica molto attenta. Però la causa può essere diversa, e da quella dipendono ente competente, procedura e possibilità reale di ottenere un'autorizzazione.
Prima di chiederti "quale modulo devo compilare", devi capire quale zona o vincolo genera il rosso. Può trattarsi, ad esempio, di:
- aeroporti, CTR, ATZ o aree con limite operativo a 0 m;
- zone P - Prohibited, dove il divieto può non essere superabile con una semplice richiesta ordinaria;
- zone R - Restricted, soggette a condizioni, orari, autorità o procedure specifiche;
- zone D - Dangerous, da leggere insieme ad attività, limiti verticali, orari e avvertenze pubblicate;
- parchi, riserve e aree naturali protette, dove può servire l'autorizzazione dell'ente competente o possono valere regolamenti ambientali;
- NOTAM, NFZ o limitazioni temporanee, che possono rendere il volo non consentito in un periodo specifico;
- SUP AIP, aree tattiche, corridoi APR, aree militari o altre zone geografiche UAS rappresentate dalla mappa.
Non applicare mai la regola generica "zona rossa = ATM-05". In alcuni casi può entrare in gioco una procedura ATM-05, in altri può essere pertinente ATM-09, in altri ancora può servire un nulla osta di un ente diverso, un coordinamento specifico o una verifica manuale. Alcune limitazioni possono anche non essere gestibili dal tool autorizzazioni.
Drone Sky Check ti aiuta selezionando il punto sulla mappa, analizzando le limitazioni presenti, mostrando il verdetto, quota, badge, dettagli ufficiali e zone sovrapposte quando disponibili. Quando esiste una procedura supportata dall'app, il tool Autorizzazioni di volo può guidarti nella preparazione dei dati e della documentazione, ad esempio per flussi ATM05 o ATM09.
Questo non significa che la richiesta venga inviata automaticamente o che il volo sia autorizzato: il PDF o la bozza prodotta sono strumenti di supporto e devono essere verificati, inviati e valutati secondo le procedure e dagli enti competenti.
Prima identifica la causa del rosso
Una zona rossa vicino a un aeroporto, un parco, una zona P, un NOTAM o un SUP non si gestisce necessariamente nello stesso modo. Leggi sempre tipo di zona, dettagli, badge, orari, limiti e autorità coinvolte.
Se volo molto basso, allora posso ignorare una zona vietata?¶
No.
Se una zona geografica vieta le operazioni Open a partire da 0 m, anche un volo di pochi metri di altezza ricade nella zona.
Volare basso può essere utile per ridurre alcuni rischi operativi, ma non annulla una restrizione dello spazio aereo.
Se ho già volato lì altre volte, devo controllare di nuovo?¶
Sì.
Le condizioni possono cambiare per:
- NOTAM;
- attività temporanee;
- orari di attivazione;
- modifiche delle zone geografiche;
- nuove limitazioni;
- condizioni operative differenti.
Per questo la verifica del luogo deve essere effettuata prima di ogni singolo volo.
Fonti ufficiali di riferimento¶
Per gli aspetti normativi e operativi fai sempre riferimento alle fonti ufficiali aggiornate.
-
ENAC – Requisiti generali per operare nella categoria aperta
https://www.enac.gov.it/sicurezza-aerea/droni/categoria-aperta-open-category/requisiti-generali-per-operare-nella -
ENAC – Voli con droni (UAS): limitazioni e riserve dello spazio aereo
https://www.enac.gov.it/sicurezza-aerea/droni/zone-geografiche-space/voli-con-droni-uas-limitazioni-riserve-dello -
ENAC – Limitazioni in categoria aperta
https://www.enac.gov.it/sicurezza-aerea/droni/categoria-aperta-open-category/limitazioni-in-categoria-aperta -
EASA – Easy Access Rules for Unmanned Aircraft Systems (UAS.OPEN.060)
https://www.easa.europa.eu/en/document-library/easy-access-rules/online-publications/easy-access-rules-unmanned-aircraft-systems -
EASA – Quale formazione serve per volare in categoria Open
https://www.easa.europa.eu/en/faq/116457
Nota
Le regole e le pagine ufficiali possono essere aggiornate nel tempo. Prima di operare, verifica sempre le informazioni più recenti pubblicate dalle autorità competenti.